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Un “calenDiario avventato” da leggere

Un paio di settimane fa, a scuola insieme ai bambini, abbiamo ricordato l’anniversario della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia; abbiamo scoperto che parla anche della libertà di espressione dei bambini:
“Il fanciullo ha diritto alla libertà di espressione. Questo diritto comprende la libertà di ricercare, di ricevere e di divulgare informazioni e idee di ogni specie, indipendentemente dalle frontiere, sotto forma orale, scritta, stampata o artistica, o con ogni altro mezzo a scelta del fanciullo”. (Art. 13 della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia).
Abbiamo poi imparato che anche sulla nostra Costituzione c’è scritta la stessa cosa: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. (art. 21 della Costituzione Italiana).
Abbiamo quindi fantasticato insieme attorno a un’eventuale collaborazione con un giornale indipendente che potesse permettere anche ai “grandi” di leggere le storie inventate dai “piccoli”.
Abbiamo provato a rendere concreta questa nostra fantasia e abbiamo scritto alla redazione di FerraraItalia che, con nostra grande soddisfazione, ci ha accolti nel proprio spazio online.
Siamo molto contenti perché pensiamo che sia un’apertura importante rivolta a tutti coloro che hanno ancora curiosità e speranza, che hanno voglia di farsi sorprendere, che credono che la costruzione di un futuro migliore si possa insegnare ai bambini, anche a partire dall’invenzione di piccole storie.
Orologio_BinoLa redazione ci ha coinvolto subito nella realizzazione di un Calendario dell’Avvento: le storie dei bambini accompagneranno i lettori fino al Natale con uscite a giorni alterni.
A noi piace interpretarlo anche come un “calenDiario”, cioè una sorta di diario online in cui metteremo a disposizione delle storie inedite ed altre già pubblicate su ‘La Gazzetta del Cocomero’.
Non sono tutte storie natalizie ma speriamo che, nel loro piccolo, rappresentino comunque la “nascita” di uno spazio riservato alle storie che tutti i bambini che lo desiderano potranno inventare e scrivere.
Buona lettura a tutte e a tutti della prima storia: L’orologio Bino.

P.S. Le prossime uscite sono previste lunedì 10 dicembre, mercoledì 12, venerdì 14, domenica 16, martedì 18, giovedì 20, sabato 22 e lunedì 24 (vigilia di Natale).

Il Cocomero è stato il mio quadrifoglio

Anche io, Emanuele, sono stato un bambino del Cocomero.

Tanti, tanti anni fa per la verità, quando ancora non sapevo nemmeno che si chiamasse così, quella scuola.
Per la verità, quel Cocomero, per me è stato un quadrifoglio: mi ha portato infatti tanta fortuna, davvero, che dopo mi è stata utilissima nella vita. Ma fatemi spiegare come ho trovato quella fortuna. Ok?
Il quadrifoglio, lo dice la parola stessa, ha quattro foglie. Io ne ho trovato uno, me lo ricordo benissimo, nel giardino che c’è accanto al campo di calcetto, sì quella parte che è sempre ombreggiata, poco prima della fine d’anno quando ormai ero in quinta e dovevo poi andare alle scuole medie. Ero davvero triste, allora, perchè avrei dovuto salutare i miei compagni e incominciare una nuova avventura. Allora a me le novità piacevano poco, vi devo confessare. Ma poi guardai quel quadrifoglio e, aguzzando la vista, in ogni fogliolina che lo componeva. E ci trovai disegnati 4 ricordi. L’eredità del Cocomero.
Nella prima foglia c’era il ricordo della grande pesca del paese, l’avete fatta anche voi, vero? Ci sono un sacco di premi e giochi su un tavolo, tu peschi un numero da un cestino e vedi cos’hai vinto.. e io cercavo cercavo il mio premio, nella festa di fine anno, ma non lo trovavo! Guardavo i giochi più piccoli davanti ma avevano tutti un numero diverso da quello che avevo in mano.. un soldatino, uno yoyo, le bolle di sapone.. macchè.. fino a che, alzando lo sguardo, ho capito che era il regalo più grande e bello quello che avevo vinto, pescando il numero giusto: un enorme robot d’acciaio, Jeeg Robot si chiamava, alto più di me. Cosa ho imparato allora? Che va bene la prudenza, ma vale la pena pensare “in grande”!
Nella seconda foglia, c’era la mia maestra Maura che, sulla corriera che ci portava in gita a Ravenna, mi continuava a slacciare le scarpe con la punta di una matita. Così, per scherzo, e per fare ridere i miei amichetti seduti a fianco. Lo faceva perchè mi vedeva timido, invece che reagire facevo per girarmi dall’altra parte e sembrare disinteressato, ma ero arrabbiatissimo. Ad un certo punto si è fermata, mi ha guardato in faccia e mi ha detto: tra poco, alle medie, questo gesto noioso potrebbe farlo un bambino più grande di te. Beh, in quel caso digli chiaramente di smetterla, e se non lo fa.. non diventare rosso in faccia come ora con me!! Piuttosto tiragli un bel calcio se davvero non ne puoi più. Fatti valere! E’ una regola difficile da capire, ma ringrazio la maestra Maura.
Nella terza foglia c’era una bella coscia di pollo, quelle che portano all’ora del pranzo. Beh credeteci o no, un mio compagno di classe una volta, vedendo la cuoca, disse bello sorridente “per me, niente coscia, solo pelle!”. E lei esaudì il suo desiderio. Lui mi incominciò a spiegare che a casa non mangiava mai il pollo, solo gli hamburger, quindi aveva inventato quel trucchetto per fregare tutti. Poi però, seduto accanto a me, vide come mordevo di gusto la mia coscia di pollo e allora gliela ho fatta assaggiare. Aveva capito di avere sbagliato, perchè il pollo era buonissimo! L’insegnamento? Non avere paura di provare cose nuove!
Nella quarta foglia c’era un pallone. Nella partita di fine anno, che coinvolgeva tutti i bambini del Cocomero come spero avviene anche oggi, avevo preso quel pallone e io, piccoletto di terza, ero scivolato tra le gambe di uno dei “grandi di quinta” per scartarlo e tirare in fondo alla rete il gol della vittoria finale (o forse era pareggio… non mi ricordo!). Volevo fare quel gol a tutti i costi, e avevo trovato il modo di realizzarlo nonostante i miei limiti. L’immaginazione è più importante della conoscenza!
Se penso al Cocomero, ricordo i primi e più essenziali insegnamenti per la vita, e se penso proprio proprio tanto e mi sforzo, forse ricordo anche il primo bacino… ma quello non era disegnato sul quadrifoglio. Forse allora, mi sarò sbagliato.

Conferenza stampa di presentazione

Mercoledì 1 febbraio alle ore 13.45 a Ferrara, presso la bottega biologica Girobio di via Terranuova n° 13, è organizzata una conferenza stampa per la presentazione dell’AssociazioneI bambini del Cocomero”.
Alla conferenza, alla quale sono invitati tutti i giornalisti e le giornaliste interessate, parteciperanno genitori ed insegnanti del Consiglio Direttivo.
Saranno illustrati sinteticamente gli scopi, le attività, i progetti dell’associazione e saranno consegnati materiali informativi.

Il Consiglio Direttivo dell’associazione “I bambini del Cocomero

Al via la campagna abbonamenti

Giovedì 26 gennaio 2017 si aprirà finalmente la campagna abbonamenti 2016/2017 a “La Gazzetta del Cocomero“. 
Nel numero 72 del XXIV anno del nostro giornale, potrete leggere:
– La storia del mostro Pichipuzzi e i gattini
– Che cosa è il tempo?
– Lettera ad una foglia che cade
– Caro Babbo Natale
– Pensieri in libertà
– Disegni da favola
– Viaggiando tra le parole
– Reato al supermercato
– L’agenzia maledetta
– Scuola di sopravvivenza
e tanti disegni da colorare.

Trovate qui tutte le informazioni e le modalità per abbonarsi.

Come abbiamo cominciato

Da diversi mesi stavamo pensando a come organizzarci al meglio per continuare l’esperienza del nostro giornale “La Gazzetta del Cocomero”.
Non ce ne sarebbe stato bisogno se ci fossimo preoccupati solo di far scrivere i bambini al fine di realizzare una pubblicazione.
Al contrario abbiamo sempre pensato che fare un giornale a scuola volesse dire occuparsi non solo del suo contenuto ma anche di come farlo leggere ad altri (cioè delle copie da fotocopiare, degli indirizzi degli abbonati da registrare per poi stampare le etichette adesive da incollare sulle buste, dell’acquisto dei francobolli per poterlo spedire, della tenuta di un bilancio delle entrate e delle uscite).

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